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Non è destra o sinistra. È un problema molto più grande.

Ritratto di ntlnico
Inviato da ntlnico il Mar, 24/03/2026 - 17:43
Polarizzazione-Sociale-Eroiche passioni

Un’altra diatriba. Ennesima. Illogica.

Ieri, dopo il referendum, ho avuto la conferma di quanto siamo diventati bravi a fare il gioco degli altri.
Ha vinto il No, ma chi ha votato Sì si è riversato sui social non per analizzare il risultato, bensì per schernire e insultare i “vincitori”, con motivazioni ridicole.
E ancora sentiamo parlare di destra e sinistra. Ancora.
Come se fossero davvero queste le categorie che spiegano il mondo.

Poi ho letto un commento che, per me, è stato il migliore della giornata: “Ha contribuito più la chiusura dello stretto di Hormuz che il Pd a far vincere il No.”
Un commento breve, ma che racchiude il punto.

Credo che abbia vinto il No per un motivo semplice, che la solita vulgata politica non vuole accettare: i partiti che sostenevano il Sì sono gli stessi che governano. E la gente non si fida più di chi prende decisioni per noi. Punto.

E come si fa a fidarsi? Siamo governati dalla peggior classe politica degli ultimi cento anni. Opposizioni incluse. Non è una questione di destra o sinistra. È una questione di CREDIBILITA'. Sono imbarazzanti.

Ma il problema non è solo italiano. Ed è qui che la stupidità del tifo politico diventa pericolosa.

Prendiamo la scena internazionale. Assistiamo a situazioni surreali: gli stessi leader che ci chiedono fiducia in patria, fuori dai confini mostrano una coerenza imbarazzante.
Condannano l’Iran perché si sta difendendo – applicando quell’articolo della Carta delle Nazioni Unite che tanto invocano per l’Ucraina – mentre nei primi giorni di guerra abbiamo visto bombardare dall'asse sionista/usa, una scuola di bambine, uccidendone centosessantacinque.

Accusano l’Iran di essere una minaccia per la regione, ma chi ha attaccato Palestina, Libano, Yemen, Siria e infine l’Iran stesso? Israele (governo sionista). È un non-senso totale, se solo proviamo ad applicare la logica dell’aggressore e dell’aggredito” che, invece, per l’Ucraina a molti sembra così chiara.

Abbiamo davanti una classe politica mondiale (a parte rare eccezioni) che ha deciso di stare con i bulli.
Prendono in giro i loro popoli, ci sfilano i soldi dalle tasche pur di compiacere questi fottuti bulli.
I file di Epstein tengono certamente per le palle qualche governante, ma la domanda è: che c’entriamo noi? Perché dovremmo pagare il prezzo di questi ricatti?

E così strozziamo paesi come Iran, Cuba, Venezuela (per citarne alcuni) con super pacchetti di sanzioni, sperando che i popoli, nella fame, ribaltino da soli i regimi per poterli poi depredare liberamente.
Abbiamo distrutto economicamente e fisicamente paesi che garantivano stabilità, come la Libia, per accollarci tutti gli effetti collaterali delle migrazioni, usando poi questi stessi effetti per fare campagna elettorale contro l’accoglienza.
Applichiamo sempre più pacchetti di sanzioni alla Russia, rinunciando al loro gas a basso costo, e intanto le nostre aziende e le nostre tasche muoiono sotto il peso del caro energia.

Siamo pedine. Gocce d’acqua di un oceano immenso.

Ma ecco il punto: se smettessimo di farci la guerra tra di noi, potremmo diventare un’onda. Uno tsunami. Invece cadiamo sempre negli stessi tranelli. Facciamo il loro gioco: Sì contro No, pro russi contro pro ucraini, Vax contro no vax.
Accecati da propagande malevoli, quando basterebbe così poco per capire. Unire i puntini. Avere un po’ di memoria storica.

La cosa più evidente è che gli attori dei nostri destini sono insulsamente meno che mediocri. Rilasciano dichiarazioni assurde, contraddittorie, a volte persino suicide. Ma c’è una verità ancora più inquietante: essere dalla parte dei forti, dei bulli, sta diventando troppo pericoloso anche per i nostri "standard occidentali”. Non è più così conveniente.

Per questo credo che sia arrivato il momento di smetterla.

Smetterla di tifare per degli imbecilli. Smetterla di scagliarci contro l’altra parte come se fosse il vero nemico, mentre l’unico risultato è fare il gioco delle élite, per le quali noi non siamo altro che dei "poveretti" degli esseri insignificanti.

In conclusione, cari, perché non la smettiamo tutti di tifare e proviamo invece a riportare l’addizione all’unica verità che conta?

Perché, al netto di tutto — bandiere, narrazioni, referendum e guerre —
a dispetto di quello che vogliono farci credere,
2 + 2 fa sempre 4. Sempre...

Nicola Buonanno

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