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blog di E.p.

Quanto sappiamo dello zucchero?

Ritratto di E.p.
Inviato da E.p. il Lun, 18/11/2019 - 19:49

A volte lo desideriamo, nonostante una vocina ci dica che non porta alcun beneficio per la salute, la maggior parte di noi lo mangia, lo usa in cucina quasi ogni giorno. Ma quanto sappiamo dello zucchero, della differenza tra quello bianco e quello marrone e sulla verità, ahi noi dura, delle conseguenze del suo consumo eccessivo.

Entrambi i tipi di zuccheri, sia quelli marroni che quelli bianchi, sono considerati dolcificanti raffinati. Questi dolcificanti raffinati non hanno molto valore nutrizionale e spesso apportano solo alti valori calorici.

Una stazione, due binari.

Ritratto di E.p.
Inviato da E.p. il Mer, 07/12/2016 - 13:46
Una stazione, due binari

Una stazione, due binari, una sola piattaforma che li divide. Due treni fermi con innumerevoli viaggiatori in attesa. Uno di essi si avvicina al display per leggere gli orari di partenza. Il suo regionale è uno dei treni fermi... la sua partenza era prevista già da un po', ma niente si muove e non vengono segnalati ritardi. Con lo sguardo scorre veloce gli orari degli altri treni e si rende conto che quello superveloce fermo di fianco al suo, parte tra 10 minuti. La destinazione non è la stessa. Peccato, pensa. Però... se scendessi a... potrei cambiare a ...

Gli Insoliti Ignoti

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Inviato da E.p. il Mer, 21/09/2016 - 01:20
Gli Insoliti Ignoti

Il titolo era: “Italia–Francia: 3–0; l’occhiello spiegava: “Snobbato un preziosissimo vino francese per tre bottiglie di vini italici” e l’articolo raccontava: “Insoliti ignoti, penetrati attraverso un buco nella cantina bunker di una villa di un ricco inglese, rinunciano alla bottiglia del rosso più caro al mondo, per tre vini italiani, facilmente reperibili e dal prezzo abbordabile.

Ritrovarsi di Domenica

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Inviato da E.p. il Gio, 10/03/2016 - 11:20
 Ritrovarsi di Domenica

Perso! Non riconosceva niente di ciò che vedeva e non collocava niente di familiare nell’emisfero emozionale. Quando e in che punto aveva lasciato strade e pensieri noti? Un marciapiede gli offrì una seduta, concedendogli un po’ di tregua. Cercò di ricordare i suoi ultimi passi consapevoli, i suoi ultimi movimenti volontari, per individuare l’inizio della sua “perdizione”. Ormai da tempo le sue notti si consumavano con straniere, assaggiate e lasciate per accompagnare melting pot gastronomici molto alla moda.

La Magia delle Cose Buone

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Inviato da E.p. il Gio, 05/11/2015 - 10:48
La Magia delle Cose Buone

Sua madre l’aveva mandata nella tana del lupo e adesso ce l’aveva di fronte. Se non fosse stato per la bocca secca e le gambe molli, poteva essere una delle normali commissioni dal bottegaio che le venivano affidate. Invece era tutto diverso, a cominciare dalla formula di acquisto che la madre le aveva fatto imparare a memoria: “Sono la figlia di Rosa e vorrei la busta e il vino che avete preparato appositamente per lei”. E che dire del pagamento? Un pacco di sale e uno di caffè. Ma soprattutto, era normale uno acquisto fatto da una ragazzina presso una fattucchiera?

Notte di San Lorenzo

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Inviato da E.p. il Mer, 12/08/2015 - 13:22
Notte di San Lorenzo

-…‘O post! …‘O post! …‘O post!
-Ma che dici? Ogni tanto ti sento biasciare qualcosa ma non capisco niente di quello che dici.
-… Ma secondo te, che sarei venuta a fare su questa spiaggia, di notte… mummificata dint’a sta schifezza e’ sacco a pelo?
-Come? Che ci sei venuta a fare? E’ estate!, siamo in vacanza, è la notte di San Lorenzo, si sta tra amici, intorno a un falò, si mangia, si amoreggia con qualcuno. Ci si sdraia vicino ai ragazzi più belli con la scusa di guardare il cielo a contare le stelle cadenti ma si fa altro fino a mattina.

Posso giocare anch’io? No, tu no...

Ritratto di E.p.
Inviato da E.p. il Mer, 22/04/2015 - 11:53
Posso giocare anch’io? No, tu  no...

Addolorata era una bambina allegra e paciosa, con un nome terribile, a cui si era ribellata appena nata, quando, uscendo roccambolescamente dalla galleria materna, invece di piangere, aveva salutato la luce improvvisa e le facce dei presenti, con un sorriso e uno sbadiglio. Questo non aveva fatto desistere i genitori dall’affibbiarle quel nome iellato, presagio di tristi momenti. Ma di questo Addolorata, all’età di 8 anni, non aveva ancora coscienza e, ottimista e fiduciosa come era, scendeva allegra le scale del condominio, sicura che un posto in squadra lo trovava sempre.

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